lunedì 20 marzo 2017

La corruzione uccide

L’Espresso. Inchiesta giornalistica che muove dall'indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma. «Nella vecchia Tangentopoli la corruzione era diretta: buste di soldi in cambio di appalti d’oro. Oggi c’è una corruzione strutturata su almeno tre livelli, più difficile da scoprire. Il fulcro è ancora il controllore pubblico che favorisce una cupola di imprese privilegiate, che ora lo ripagano indirettamente, dividendo la torta con altre società private, attraverso subappalti, consulenze o compartecipazioni in apparenza regolari. Il trucco è che dietro queste aziende c’è lo stesso pubblico ufficiale, che le controlla segretamente tramite soci occulti. Con questi giochi di sponda, le grandi imprese comprano il controllore-direttore dei lavori». Continua a leggere →

giovedì 16 marzo 2017

In ricordo di Aldo Moro

Rai Storia. Accadde il 16 marzo 1978: «Alle 9.02 del mattino, in via Fani all'incrocio con Via Stresa, nel quartiere Trionfale a Roma, un commando delle brigate rosse, composto da 19 elementi, rapisce il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e uccide i cinque componenti della scorta. Moro si stava recando in Parlamento per votare la fiducia al nuovo Governo, presieduto da Andreotti, e appoggiato anche dai comunisti. Iniziano così 55 giorni di prigionia per Aldo Moro e di angoscia per l’Italia intera. La maggioranza dei partiti italiani si schiera per la “fermezza” contro i brigatisti: nessuna trattativa, nessuna concessione alle BR. Il sequestro si concluderà tragicamente il 9 Maggio». LINK VIDEO.

mercoledì 15 marzo 2017

Testimone del dialogo

Rai Storia ricorda Vittorio Bachelet (1926-1980), vice presidente del CSM, professore universitario e politico, assassinato dalle Brigate Rosse sulla scalinata della facoltà di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma: «La sua opera scientifica da giurista è mossa dalla sua preoccupazione di scrivere i principi della Costituzione nel tessuto vivo della vita del nostro paese. Possiamo dire che questa luce lo guida anche nell'impegno con il Consiglio Superiore della Magistratura e affermare questi principi in un tempo in cui il potere dello Stato è sotto attacco è sicuramente più faticoso». LINK VIDEO.

sabato 4 marzo 2017

Sicurezza e libertà

Radio Radicale. Conferenza sul tema “Sicurezza e libertà: due facce della stessa medaglia”, organizzata da SIOI (Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale), tenuta a Roma il 3 marzo 2017. Indirizzi di saluto a cura di Franco Frattini (Presidente SIOI). Relatore Marco Minniti (Ministro dell’Interno). Il Ministro, ha tra l’altro ribadito che nelle società moderne quello fra libertà e sicurezza è un rapporto fra due grandi questioni, poiché rappresentano due elementi fondativi di convivenza civile e aspetti altrettanto pregnanti dal punto di vista del bene collettivo.

sabato 25 febbraio 2017

Mafie e imprese

L’Espresso illustra i dati emersi da una ricerca effettuata da un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università di Padova, nella quale si da atto degli «effetti economici della presenza di imprese mafiose nei mercati non criminali del Centro e del Nord Italia. Cioè in aree diverse dai territori del Sud dove sono nate e sono diventate dominanti le mafie tradizionali come Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta. Il risultato, in estrema sintesi, è che la mafia economica strangola tutte le aziende sane, anche quelle che non vengono direttamente aggredite o taglieggiate dai boss. Mentre quando scattano arresti e condanne, tutti i concorrenti onesti ottengono vistosi benefici economici». Continua a leggere

lunedì 20 febbraio 2017

In tema di misure di prevenzione

Il sorvegliato speciale che è colto alla guida di un veicolo sprovvisto del titolo abilitativo, nel caso di specie perché revocato, viola sia la norma incriminatrice specifica e concernente tale comportamento, così come quella più generale che impone al medesimo soggetto – proprio per il suo status di sorvegliato speciale – di condurre una vita in maniera onesta e dunque nel rispetto di tutte le leggi. Scrivono i giudici: «Il sorvegliato speciale che conduca un veicolo senza patente […] viola quindi tanto il precetto specifico che tale comportamento vieta […] quanto quello, generico, di vivere onestamente e di rispettare le leggi derivante dal decreto […] che lo ha assoggettato a tale misura personale di prevenzione […] l'ambito di applicazione delle due disposizioni di legge non è, per quanto detto, sovrapponibile» (cfr. Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza n. 7335/17; decisione del 6 dicembre 2016).

martedì 14 febbraio 2017

Dibattito sulla giustizia

Radio Radicale. Registrazione audio del dibattito alla presentazione del libro: “La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo”, di Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo (2016). Registrato a Venezia mercoledì 8 febbraio 2017. Breve recensione: «Un confronto serrato, una conversazione aperta e sincera, non priva di accenti polemici, sui temi più scottanti della giustizia in Italia. Grazie alla loro lunga esperienza, due tra i più noti magistrati del pool di Mani Pulite forniscono nel testo non soltanto una diagnosi scrupolosa dei tanti mali che affliggono la giustizia del nostro paese, ma avanzano suggerimenti e proposte di riforma, senza nascondere conflittualità e divergenze d'opinione, talvolta radicali. Lontani da ogni astrattismo, calati nella realtà della vita quotidiana, i loro interrogativi ci aiutano a capire perché le questioni più delicate e controverse che investono il mondo del diritto – le stesse che anno ispirato pensatori come Aristotele Kant, Sant'Agostino e Foucault – ci riguardano così da vicino. È la giustizia, infatti, che traccia i confini della nostra libertà. È la giustizia che indica il grado di civiltà di uno Stato e la cultura diffusa che permea le sue istituzioni. Ma quand'è che una legge può dirsi davvero "giusta"? Basta minacciare una pena per dissuadere il ladro o il truffatore dal commettere un reato? Il carcere è l'unica soluzione? È dunque più efficace educare o punire? Quanto è diffusa la corruzione in Italia, e come mai, nonostante la stagione di Mani Pulite e le tante inchieste che hanno svelato l'intreccio perverso tra politica e affari, non accenna a diminuire?».