domenica 30 dicembre 2012

Concetto di famiglia

Oramai, nella società occidentale cosiddetta avanzata, è in atto da diversi anni un radicale mutamento della famiglia nel suo insieme, legato anche a fenomeni di crisi che si manifestano sempre più di frequente in seno alla stessa. Questo stato di cose ha di fatto reso più complicato l’uso del concetto di famiglia, almeno così come si conosceva. Tanto è vero che a essa non sembra più corrispondere quel modello di una precisa struttura sociale, dominante e facilmente rintracciabile all’interno della nostra tradizione culturale. Ne deriva quindi, secondo alcuni teorici, che in assenza di tali referenti empirici univoci non ha più senso parlare di famiglia e nemmeno del concetto stesso (cfr. Marzi, 2009). Se questo è vero, come ragionevolmente sembra esserlo, allora c’è da interrogarsi seriamente su come ricostruire quella famiglia intesa quale insostituibile - a mio modo di vedere s’intende - agenzia di socializzazione primaria.

mercoledì 12 dicembre 2012

Sette e finalità dei gruppi settari

Secondo la definizione comune, per setta si intende un’associazione di persone che seguono e difendono una particolare dottrina filosofica, religiosa o politica, che spesso si oppone proprio ad altra più diffusa o già affermata (cfr. TRECCANI). Prendendo in esame in questa breve riflessione le sette a sfondo religioso, aderisco al parere espresso da alcuni studiosi secondo i quali una setta giacché tale si caratterizzerebbe soprattutto per la manipolazione mentale degli adepti, ovverosia che pone in essere il cosiddetto brain-washing (lavaggio del cervello). Già da sola tale condotta sembra sufficiente a configurare un illecito di rilevanza penale, tuttavia ciò non solo non è sempre detto, ma spesso è difficilmente dimostrabile. Di certo è che in casi simili è ragionevole affermare che ci troviamo di fronte ad un comportamento deviante da valutare con attenzione. Il secolo scorso il teologo e sociologo Ernst Troeltsch (1865-1923) definì tipo-mistico quel gruppo religioso che s'interessa scarsamente della società circostante, preferendo concentrare l’attenzione sull'auto-perfezionamento dei suoi membri (cfr. CESNUR). Ebbene, a mio modo di vedere tale fare di questi gruppi altro non può che trovare consenso se non attraverso il brain-washing, proprio perché finalizzato all’auto-considerazione esasperata con conseguente convinzione di superiorità assoluta nei riguardi di tutti quelli che non appartengono allo stesso gruppo.

martedì 4 dicembre 2012

La strage di Umbertide

Un’orribile vicenda che vede come protagonista un padre che sopprime i suoi figli poiché, così riporta la stampa, in procinto di separazione dalla moglie la quale si era già trasferita con la prole a casa della sorella. Il motivo? Sembra che il marito non accettasse i cambiamenti della donna che aveva sposato e che per questo non riconosceva più. Di quali cambiamenti si parla? Entrambi musulmani, la donna si era integrata nel nostro Paese, trovato lavoro e si rifiutava di indossare il velo. Tutto questo avrebbe condotto l’uomo a premeditare il crimine per poi togliersi a sua volta la vita (gesto non riuscito), così dimostrerebbe una lettera trovata dai carabinieri in casa sua. Fin qui la cronaca, per il resto, la giustizia terrena farà il suo corso. Ebbene, quello che invece vorrei evidenziare è che gesta del genere non hanno nulla a che fare con il credo religioso come invece qualche “sommo giudice” della morale propala. Ora non è intenzione di quest’umile peccatore (cattolico cristiano) e studioso dei fenomeni islamici tenere una lezione sull’Islam, tuttavia voglio di seguito brevemente riassumere solo alcuni passaggi del Testo Sacro (Corano): Sura IV, An-Nisâ' (Le Donne). V. 29. “O voi che credete […], non uccidetevi da voi stessi […]”. V. 92. “Il credente non deve uccidere il credente, se non per errore […]”. V. 93. “Chi uccide intenzionalmente un credente, avrà il compenso dell'Inferno, dove rimarrà in perpetuo. Su di lui la collera e la maledizione di Allah e gli sarà preparato atroce castigo” (cfr. H. R. Piccardo, 2010). In questi versi emergono almeno due elementi: l’Islam vieta sia il suicidio sia l’omicidio. Ne deriva pertanto che l’omicida in esame null’atro è che un criminale, al di là dell’appartenenza religiosa.

sabato 10 novembre 2012

LEGGE 1 ottobre 2012, n. 172

Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, emanata a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno. Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.235 dell'8 ottobre 2012. Entrata in vigore del provvedimento 23.10.2012. Due importanti novità della norma riguardano l'introduzione di altrettanti due nuovi reati, l'istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (articolo 414 bis Codice penale) e l'adescamento di minorenni (articolo 609-undecies Codice penale). Il primo prevede la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni. Il secondo, che definisce l'adescamento di minore come “qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l'utilizzo della rete Internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”, prevede la reclusione da uno a tre anni. La ratifica della Convenzione comporta inoltre l'inasprimento delle pene riguardo molti altri reati legati sempre al fenomeno dell'abuso sessuale e maltrattamenti in ambito familiare.

giovedì 8 novembre 2012

Giallo di Anguillara

In questi casi, almeno all’inizio, si parla sempre di “atto dovuto”. Mi riferisco all’iscrizione nel registro delle persone indagate a carico del fidanzato della sedicenne rinvenuta cadavere sulla battigia del lago di Bracciano la mattina del primo novembre scorso. Già, proprio il giovanotto che a quanto emerso finora avrebbe avuto l’ultimo contatto con la vittima ancora in vita. È bene chiarire fin da subito che l’iscrizione su tale registro non significa che l’indagine sia a una svolta, per il momento significa solo dare la possibilità agli inquirenti di esperire taluni accertamenti anche di polizia scientifica, come ad esempio compiere delle analisi sull’automobile utilizzata quella notte. Oppure cercare di individuare dove si trovasse il soggetto in una data ora attraverso l’analisi delle celle telefoniche cui si sarebbe agganciato il suo telefono cellulare (sono numerosi i casi giudiziari in cui si è animatamente dibattuto sul cosiddetto azimut, cioè, semplificando, l’angolo di direzione da cui un apparecchio telefonico può agganciare - per motivi qui lunghi da spiegare - anche una cella più distante). Il punto che invece a me interessa evidenziare riguarda i presunti maltrattamenti subiti in passato dalla vittima proprio per mano dal fidanzato, così come avrebbero riferito i genitori della giovane agli inquirenti e come riportato dal quotidiano “Il Messaggero” edizione online di martedì 6 novembre 2012. Questo a mio avviso è un passaggio che va scansionato attentamente, anzi, per la precisione, sono fenomeni i quali dovrebbero essere trattati con meno superficialità all’origine, cioè non appena emergono.

giovedì 1 novembre 2012

La mediazione obbligatoria

La norma sulla mediazione obbligatoria è stata dichiarata incostituzionale. Di fatto, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del D.Lgs 4 marzo 2010, n.28 per eccesso di delega legislativa, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione (cfr. Comunicato stampa dal Palazzo della Consulta, 24 ottobre 2012). La questione era stata sollevata dal TAR del Lazio poiché l’introduzione della mediazione obbligatoria non trova una rispondenza nella legge delega, con conseguente violazione dell’articolo 77 della Costituzione. Mi auguro che questo “stop” possa servire anche a rivedere il contenuto della norma stessa, proprio nella parte in cui conferisce la possibilità di esercitare come mediatore a (quasi) chicchessia. Sono d’accordo con chi sostiene che per esercitare come mediatore bisogna avere un minimo di conoscenze e competenze giuridiche, ma, aggiungo, anche inerenti all’area psicologico-sociale. Inevitabilmente tutte acquisibili in ambito accademico. Invece come spesso accade, in Italia non si legifera secondo razionalità per il bene comune, ma in base al potenziale ritorno elettorale. Del tipo: accontentiamo questa o quella categoria professionale e ragionevolmente ci assicuriamo un certo numero di simpatizzanti. Tentare di mediare un conflitto (sociale) è una cosa seria, è una professione che non si può farla intraprendere a (quasi) chiunque solo perché si è frequentato un corso di qualche ora.

venerdì 26 ottobre 2012

Spese di giustizia

Gratuito patrocinio. (D.M. 2 luglio 2012; G.U. 25 ottobre 2012, n. 250). Adeguamento dei limiti di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Visto l'art 76 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, approvato con D.P.R. 30 maggio 2002, n.  115, che fissa le condizioni reddituali per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato; Visto l'art. 77 del citato Testo Unico che prevede l'adeguamento ogni due anni dei limiti di reddito per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato in relazione alla variazione, accertata dall'Istituto Nazionale di Statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatesi nel biennio precedente; Visto il decreto dirigenziale emanato in data 20 gennaio 2009 dal Ministero della Giustizia di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con il quale, con riferimento al periodo 1° luglio 2004-30 giugno 2006 ed al periodo 1° luglio 2006-30 giugno 2008, è stato aggiornato in euro 10.628,16 l'originario importo fissato dall'art. 76, comma 1, del D.P.R. n. 115/02; Ritenuto di dover adeguare, per il periodo relativo al biennio 1° luglio 2008-30 giugno 2010 il predetto limite di reddito fissato in euro 10.628,16; Rilevato che nel periodo relativo al biennio considerato, dai dati accertati dall'Istituto Nazionale di Statistica, risulta una variazione in aumento dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati pari ad 1,3%; Decreta: L'importo di euro 10.628,16, indicato nell'art. 76, comma 1, del D.P.R. n. 115/02, così come adeguato con decreto del 20 gennaio 2009, è aggiornato in euro 10.766,33. Registrato alla Corte dei conti il 9.8.2012. Registro n. 7 Giustizia, foglio n. 345 (cfr. Gazzetta Ufficiale 25 ottobre 2012, n. 250 Serie Generale).

martedì 23 ottobre 2012

Politica e antipolitica

Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri - giunto a Palermo per parlare ai giovani coinvolti nel progetto educativo antimafia del Centro Pio La Torre - ha sostenuto che “C’è un forte sentimento di antipolitica, un forte disprezzo che avverto anche oggi qui. È un momento complicato e questo sentimento alberga in gran parte del Paese. Ma state attenti. Quando crescono questi sentimenti, si sfocia sempre in dittatura, in qualcosa di molto più doloroso di questa politica” (cfr. AGI). Vero, però sì dal caso che verso la dittatura porta anche un certo modo di fare politica, cioè quello degli ultimi decenni, e non è un caso se le masse sono esauste di quest’apparente democrazia. Sono stanche di una classe dirigente che sempre più nel corso degli anni sembra avere assunto un comportamento sultanistico piuttosto che democratico, ossia un fare che - a mio avviso consapevolmente - ha configurato una situazione di confusione tra il patrimonio privato (dei politici) e il loro arbitrio e il patrimonio e i poteri pubblici (cfr. Segatori, 2007). Il ministro parla di populismo, invece credo che qui si tratta più approfonditamente di analisi critica dei fatti, partendo proprio dalla triste esperienza vissuta nel nostro Paese e in Europa nella prima metà del secolo scorso. Diciamo pure una visione del fenomeno, un pò più ampia rispetto a quella illustrata dal ministro.

venerdì 19 ottobre 2012

Gli strascichi del Terzo Reich

In applicazione della sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja del 3 febbraio 2012 che ha confermato l’immunità riconosciuta dal diritto internazionale agli Stati sovrani, la Prima Sezionale Penale della Corte di Cassazione - in contrasto con quanto stabilito dalle Sezioni Unite Civili (sentenza n. 5044 del 2004) ed altre, circa l’ammissibilità di domande risarcitorie promosse contro lo Stato straniero per delitti contro l’umanità commessi da suoi militari in tempo di guerra - ha ritenuto non sussistente la giurisdizione italiana a conoscere delle domande risarcitorie proposte nei confronti della Repubblica Federale di Germania con riguardo ad attività “iure imperii”, ritenute lesive dei valori fondamentali della persona o integranti crimini contro l’umanità, commesse dal Terzo Reich tra il 1943 ed il 1945 (cfr. Suprema Corte di Cassazione, Sezione Prima Penale, Sentenza n. 32139 del 30 maggio 2012 - depositata il 9 agosto 2012).

domenica 14 ottobre 2012

Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale, con una sentenza (per molti) a sorpresa, salva gli stipendi di magistrati e dei dirigenti pubblici. Infatti, decidendo su una serie di questioni di illegittimità costituzionale sollevate da molti Tribunali amministrativi ai quali altrettanti e più magistrati avevano fatto ricorso dichiarando l'incostituzionalità di alcune norme relative ai tagli alle loro retribuzioni, la Consulta ha ritenuto che tali disposizioni, proprio perché applicate solo a queste due categorie, ledono il principio di uguaglianza determinando così un irragionevole effetto discriminatorio. La decisione della Corte Costituzionale muove da una premessa dei ricorrenti - ed è questo il punto, dove rivolgo la mia attenzione - secondo la quale “Tale disciplina contrasterebbe, altresì, con gli artt. 3, 100, 101, 104 e 108, della Costituzione, in quanto realizzerebbe una irragionevole decurtazione del trattamento retributivo dei magistrati, il quale è caratterizzato da un automatismo legale, che si pone «come guarentigia idonea a garantire il precetto costituzionale dell’autonomia ed indipendenza dei giudici, valore che deve essere salvaguardato anche sul piano economico», con la conseguenza che una simile manovra obbligherebbe il magistrato (come singolo o come Ordine) a rivendicazioni economiche verso i pubblici poteri.”. Come da titolo di questa breve riflessione, un’argomentazione quella appena richiamata che solleva delle comprensibili perplessità. Nel senso che non mi sembra certo in assoluto che il trattamento economico dei magistrati abbia una qualche relazione diretta con la loro autonomia e indipendenza (cfr. Corte Costituzionale - Sentenza n. 223/2012 - Udienza Pubblica del 3.7.2012 - Decisione del 8.10.2012 - Deposito del 11.10.2012).

venerdì 12 ottobre 2012

Il bambino conteso

L’Italia si fregia di essere la culla del diritto, poi, in pratica, aimè nemmeno infrequente, quando c’è da dimostrarlo nei fatti sembra di assistere all’esatto contrario. Qui non intendo tanto discutere su eventuali responsabilità penali in capo a qualcuno, ma più ampliamente, citando Treves, di porre una riflessione su come il diritto si attua nella società e come agiscono gli operatori giuridici (cfr. Maggioni, 2008), cioè - afferma Ferrari - chi svolge professioni o ricopre ruoli connessi con il diritto; nello specifico, quindi, ponendo l’accento su comportamenti – che seppur e laddove non penalmente rilevanti – discutibili sotto il profilo etico. La vicenda è nota, da una parte coinvolge un minorenne (dieci anni) con i suoi diritti, dall’altra riguarda la diatriba giudiziaria tra i suoi genitori.

domenica 30 settembre 2012

Ieri e Oggi

La Febbre del sabato Sera, titolo del celebre film con John Travolta uscito negli Stati Uniti nel 1977 e l’anno dopo in Italia, la cui colonna sonora balzò subito al primo posto delle classifiche, torna dal 18 ottobre fino a gennaio, versione musical in italiano, al Teatro Nazionale di Milano. Ecco quindi che torna Tony Manero, il giovanotto di origini italiane che vive in modo a dir poco discutibile in un sobborgo di New York. Un film la cui trama originale lascia intravedere la manifesta voglia di evadere da parte di una generazione segnata da un pessimismo che fa seguito agli eventi socio-politici degenerativi di quegli anni. È un tema attuale su cui oggi riflettere molto attentamente, ma anche una sorta di lume sul futuro, a mio avviso.

L’universo carcerario

Una vicenda, anzi più di una a come sembra, che lasciano sgomenti, ciò aldilà se i fatti saranno o no acclarati in sede di accertamento giudiziario. Proprio così, perché solo il fatto che due donne, in circostanze e momenti distinti possano arrivare a denunciare (almeno in un caso) di stupro un agente di polizia penitenziaria (vicecomandante di reparto) in servizio dove si trovavano detenute, significa almeno due cose. La prima è che l’accusato almeno una volta si è trovato a rimanere da solo con le denunzianti; la seconda è che non esiste o è elusa in seno al carcere la ragionevole misura precauzionale secondo la quale ciò non dovrebbe essere possibile, ovverosia consentito. Premesso ciò e scontato che l’organizzazione carceraria è ispirata al principio dell’umanizzazione della pena detentiva, non lo è a quanto sembra emergere dal caso in esame che in tali organizzazioni, dette complesse, debbano realmente trovare applicazione norme e ruoli che stabiliscano i vari compiti, non da ultimi quelli di controllo. Diversamente da quest'ultimo principio, a mio modo di vedere, è l’intero sistema ad essere messo in discussione e non già il comportamento del singolo individuo che eventualmente ne risponderà secondo legge.

sabato 29 settembre 2012

Islam e Occidente

I ministri degli Esteri dei cinquantasette Paesi dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica, condannando unanimemente il film (prodotto in America) definito blasfemo sul Profeta Maometto, hanno allo stesso tempo sollecitato leggi che puniscano l'incitamento all'odio religioso. Nel comunicato finale della riunione svoltasi a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, i Paesi musulmani hanno avvertito che la libertà di espressione deve essere usata con responsabilità e per questo i governi nel mondo devono assumere tutte le misure necessarie (incluse la legislazione) contro atti che portano all'incitamento all'odio, alla discriminazione e alla violenza su base religiosa. Nulla da eccepire dal punto di vista formale, sempreché nella sostanza tali auspici si concretino anche in tutti quei Paesi da cui proviene il condivisibile sollecito e che, in ogni caso, nessuna blasfemia può mai giustificare rappresaglie violente di alcun genere. Solo a quel punto, a mio avviso, avrebbe un senso tale appello.

sabato 22 settembre 2012

Potere e Stato di diritto

Due vicende di cronaca giudiziaria (italiana) che in qualche misura, da più parti, hanno fatto porre degli interrogativi sul senso ed efficacia dello “Stato di diritto”. La prima riguarda la decisione della Corte di Cassazione in merito alla vicenda dell’ex Imam di Milano (noto come Abu Omar), secondo l’accusa sequestrato, torturato e deportato in Egitto nel 2003. Annullando con rinvio la sentenza della Corte territoriale la quale - in base al principio del segreto di Stato - aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di alti funzionari dello Stato. Principio, appunto, non condiviso dai giudici di Piazza Cavour. La seconda vicenda riguarda il caso di Federico Aldrovandi, il giovane morto nel 2005 a Ferrara in cui rimasero coinvolti alcuni agenti di polizia in servizio. In questo caso, la Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne per omicidio (colposo) a carico di quegli stessi poliziotti. Rilevando che gli agenti “posero in essere un’azione repressiva estrema e inutile nei confronti di un ragazzo che si trovava da solo, in stato di visibile alterazione psicofisica, errando gravemente nella valutazione dei limiti fattuali”. Pongo l’accento su questi due fatti di cronaca per una palese analogia che in qualche modo li accomuna e che ha sollevato nel tempo non poche polemiche. Cioè da una parte abbiamo lo Stato con i suoi rappresentanti, in un’unica parola il Potere; dall’altra il cittadino comune. Ed è questo il punto, nel senso che non è sufficiente per un Paese darsi uno Stato di diritto - condizione che fonda la sua legittimità non sul potere arbitrario del sovrano, ma su una costituzione che tutela i diritti fondamentali del cittadino - ma è anche necessario che taluni principi costituzionali trovino poi riscontro nella realtà di tutti i giorni. La questione qui presa in esame da una parte sembra dimostrare l’imparzialità verso chi esercita il potere e chi, viceversa, lo subisce; dall’altra, a mio avviso, lascia in sospeso ancora molti dubbi.

martedì 18 settembre 2012

Crimine e scienza

Brevi riflessioni di criminologia, vittimologia, criminalistica. È di questi giorni la notizia diramata dai media secondo cui è stato tipizzato il Dna del padre del presunto assassino di Yara Gambirasio, la ragazzina di Brembate Sopra - sequestrata e uccisa - ritrovata il 26 febbraio 2011 a tre mesi dalla scomparsa. Oltre un anno e mezzo di indagini senza esiti sostanziali, almeno fino ad ora. Polemiche e scontri di opinioni tra chi rivendica la genuinità delle investigazioni fin qui eseguite e chi, viceversa, ne manifesta forti perplessità. Il Dna analizzato ha dei punti di contatto con quello trovato sugli indumenti della vittima, ma appartiene a un uomo morto oltre un decennio fa. Questo dato, secondo taluni, dimostra che la persona deceduta può essere il padre dell'assassino e che il caso è prossimo alla soluzione. Mentre, secondo altri il dato acquisito rimane tale in assenza di ulteriori riscontri oggettivi. Ed è proprio questo il punto, di cui si è avuta esperienza già in passato in altri casi giudiziari di altrettanta efferatezza e gravità (ad esempio: delitto Cesaroni, Roma 1990 – delitto Poggi, Garlasco 2007). Nel senso che individuare il Dna di qualcuno sulla scena del crimine o sulla vittima, sui vestiti eccetera, non potrà mai portare a sostenere con ragionevole certezza che è stato individuato un assassino, perché va valutato se colui al quale appartiene il Dna aveva contatti abituali con la vittima o se il contatto è stato occasionale piuttosto che accidentale; e che in tutte le ipotesi ci si troverebbe di fronte unicamente a un forte indizio di reità che però difficilmente - da solo - potrà reggere in sede dibattimentale. Non è in discussione, pertanto, l’importante risultato ottenuto per mezzo dell’evoluzione scientifica cui siamo giunti, ma per attribuire la responsabilità di un evento delittuoso - al di la di ogni ragionevole dubbio, così come da disposizione di legge - ci vuole anche altro.

martedì 11 settembre 2012

Undici anni dopo

Era l’11 settembre 2001, data drammaticamente storica, quando negli Stati Uniti avvennero gli attentati che costarono la vita a circa tremila persone. A undici anni dagli attentati l'America, con una cerimonia all'insegna della sobrietà, ricorda la più grave strage che abbia mai colpito gli Stati Uniti. A Ground Zero, New York, lì dove sorgevano le Torri Gemelle, si tiene la straziante lettura dei nomi delle quasi tremila vittime di quella indimenticabile giornata. Non solo quelle provocate dai due aerei abbattutisi contro il World Trade Center di Manhattan, ma anche quelle provocate dall'aereo schiantatosi sul Pentagono, nonché i passeggeri a bordo del quarto aereo precipitato in Pennsylvania prima che potesse centrare la sede del Congresso americano, o la Casa Bianca, a Washington. “L'America oggi è più forte, più sicura e più rispettata”, ha affermato il Presidente Obama ricordando l'11 settembre di undici anni fa nel suo discorso settimanale alle famiglie americane. “E oggi - ha aggiunto - una nuova torre si eleva nell'orizzonte di New York”. Ha parlato anche il ministro della difesa Panetta che ha invitato gli americani a non dimenticare i soldati che combattono e muoiono in Afghanistan.

L’ANM contro Ingroia

Non ci sono dubbi, secondo il Presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, l'invito partito dall'inquirente palermitano Antonio Ingroia a cambiare la classe dirigente del Paese appanna in qualche misura l'imparzialità della magistratura poiché ha fatto un’affermazione puramente politica. Lo stesso, dicasi per il collega Nino Di Matteo, i quali entrambi avrebbero dovuto dissociarsi dal plateale dissenso manifestato dai presenti alla Festa del Fatto Quotidiano nei confronti del capo dello Stato, tenutasi pochi giorni fa a Marina di Pietrasanta. Il Presidente ANM Rodolfo Sabelli, in sostanza rileva che tutti i magistrati, soprattutto quelli che svolgono indagini particolarmente delicate, devono astenersi da comportamenti che possono offuscare la loro immagine d’imparzialità, vale a dire da comportamenti politici. Con il suo invito a cambiare la classe dirigente del Paese Ingroia si è spinto a fare un’affermazione che ha oggettivamente un contenuto politico, con il rischio così di appannare la sua immagine d’imparzialità. Ancora peggio, prosegue Sabelli, hanno sbagliato i due PM ad assistere in silenzio alla plateale manifestazione di dissenso nei confronti del Capo dello Stato, infatti, in una tale situazione, un magistrato deve dissociarsi e allontanarsi, al fine di evitare sovraesposizioni e a non mostrarsi sensibile al consenso di piazza. Difficile dare torto al richiamo del Presidente Sabelli, tuttavia, lo status quo è assai confusionario e ricco di legittime motivazioni da pretendere il totale rinnovamento della classe dirigente del nostro Paese, che rimane altrettanto difficile non condividere e supportare il coraggio di esporsi che hanno avuto i due magistrati palermitani.

venerdì 31 agosto 2012

Conseguenze della crisi economica

Inchiesta del Corriere Nazionale - pubblicata mercoledì 29 agosto 2012 - su come la crisi economica ha modificato le strategie dei supermercati. All’interno anche un mio commento, intervistato dalla giornalista Ramona Premoto che ha curato l'inchiesta. Piccole dosi a poco prezzo, oppure più confezioni al costo di una sola? Barcamenarsi nella giungla delle offerte oggi non è facile. La crisi economica infatti continua a far sentire i suoi effetti e cambia non solo le “tasche” dei consumatori, ma anche gli scaffali e le offerte dei supermarket d’Italia che traboccano di offerte speciali. Spuntano così i 3x1, i ritocchi al ribasso dei grandi marchi e le confezioni monodose. Promozioni letteralmente prese d’assalto dai consumatori […] Nella giungla delle offerte Occhio a prezzi e quantità […] Pubblicità e offerte possono condizionare gli acquisti.

giovedì 30 agosto 2012

Quel pasticciaccio istituzionale

In questo caso definirlo pasticcio è a dir poco un eufemismo, del resto, solo per rigoroso rispetto delle istituzioni coinvolte, meglio evitare un termine verosimilmente più pesante ma ragionevolmente più appropriato. Oramai da settimane i mass-media non parlano d’altro, ossia del conflitto di attribuzioni sollevato dal Capo dello Stato contro la Procura della Repubblica di Palermo, riguardo alle intercettazioni nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia. Intercettazioni che in qualche maniera hanno coinvolto il Presidente della Repubblica giacché intercettato - seppur indirettamente - durante una o più comunicazioni telefoniche intrattenute con l’ex Presidente del Senato, ex vicepresidente del Csm ed ex Ministro dell’Interno Nicola Mancino, oggi indagato per il reato di falsa testimonianza perché - secondo l’accusa - insediatosi al Viminale il primo luglio 1992 era a conoscenza della trattativa. Circostanza dallo stesso negata in sede di escussione testimoniale. Tuttavia, non è questo il punto su cui volevo porre l’attenzione, bensì sul fatto che due istituzioni come quelle appena citate siano giunte per così dire ai ferri corti su un argomento tanto serio quanto grave come quello che riguarda la suddetta trattativa - reale o presunta - tra Stato e mafia. Una sorta di guerra - nemmeno poi tanto fredda - che disorienta a prescindere il cittadino comune - cioè i più - specie in un momento critico come quello che si sta attraversando, ovverosia stretti tra le ganasce di quella morsa economica, finanziaria e d’incertezza più in generale che sta stritolando non solo la realtà quotidiana di ognuno, ma anche la mera speranza di un futuro migliore. Premesso ciò, se da un lato “Le incertezze di tipo sociale e psicologico che si addensano in particolari momenti del ciclo di vita dei singoli individui e delle stesse società provocano l’esigenza soggettiva di una rassicurazione che implica spesso un rapporto col potere problematico e squilibrato” (Segatori, 1999, p. 152), dall’altro c’è da chiedersi, oggi, a quale figura istituzionale bisogna fare appello per beare di tale rassicurazione. Si badi bene “La folla è un gregge che non può fare a meno di un padrone” (Le Bon, ed. 2011, p. 152); così come secondo Michels “il bisogno di essere guidati […] è illimitato nelle masse […]" (cit. in Segatori, 1999, p. 153); e che per questo motivo ogni giorno in più trascorso in talune torbide acque, equivale ad un motivo in più di preoccupazione per la solidità della democrazia.

mercoledì 22 agosto 2012

Alcuni reati sono in aumento

Inchiesta del Corriere Nazionale - pubblicata martedì 21 agosto 2012 - su borseggi, scippi e rapine. All’interno anche un mio commento, intervistato dalla giornalista Elisa Venturi che ha curato l'inchiesta. Chiamarli “reati minori” non aiuta. Perché furti, rapine e scippi, restano illeciti puniti dalla legge. Oltre che intromissioni nella vita degli altri. Nel 2011, afferma il Sole24Ore sulla base degli ultimi dati dell’Interno, sono cresciuti ancora i reati commessi. Dopo tre anni di flessioni, c’è stata un’inversione di tendenza e un incremento del 5,4% rispetto al 2010. I furti nelle case sono aumentati del 21%, arrivando a quota 205mila, mentre le rapine sono cresciute del 20,1%, superando la soglia di 40mila, di più nei negozi, un po’ meno in banca. I borseggi (134mila) e gli scippi (quasi 18mila) sono aumentati del 16% e del 24%. Unica tipologia in calo è quella dei furti d’auto, scesa dello 0,7%. Soldi, lo scopo dei crimini, che fanno pensare a una conseguenza (Corriere Nazionale).

sabato 18 agosto 2012

Loro ritornano sempre!

L’articolo pubblicato qualche giorno fa su un noto periodico nazionale, se da un lato ha dell’interessante, dall’altro invece non svela nulla di nuovo. Infatti, sembra che in vista delle prossime consultazioni elettorali, probabilmente nella primavera del 2013, tanti ex parlamentari in qualche maniera “silurati” alle ultime elezioni scalpitano per ritrovare una solida poltrona nei palazzi del potere. Ora, se da un lato credo sia corretto e per certi versi doveroso pubblicare notizie di interesse sociale come quella cui faccio riferimento, dall’altro, analizzando fino in fondo la questione, all’opinione pubblica non si racconta niente più che la rituale corsa al potere dei soliti noti. È una corsa senza soste, sfrenata e forse anche senza un minimo di pudore da parte dei podisti. Tuttavia la sicumera di taluni personaggi ha una ragion d’essere, ossia poggia le sue fondamenta sulla giustificata e comprensibile consapevolezza che gran parte del popolo italiano dimentica spesso e presto il proprio passato, in questo caso politico.

La Seconda Repubblica. Quale?

Nel corso del programma condotto su YouTube da Klaus Davi, Antonio Ingroia, noto magistrato antimafia palermitano, ha dichiarato di essere convinto che "la Seconda Repubblica si fonda su pilastri eretti sul sangue di magistrati e persone innocenti; si fonda su queste vittime che sono state assassinate”. Per questo - aggiunge - “non potrà mai diventare una democrazia adulta e matura, almeno fino a quando non si riuscirà a sapere la verità su quella stagione. Perché ci si può vaccinare da un peccato d’origine, però confessandolo. Se non lo si confessa, si rimane con questo peccato d’origine e quindi non si riesce a mondarsi. Di conseguenza quindi la nostra democrazia non potrà crescere mai se non verrà fuori tutta la verità sulle sue origini”. Tali affermazioni (forti) di Ingroia mi trovano d’accordo su tutto tranne che sia mai esistita una reale Seconda Repubblica nel nostro Paese, nel senso che - a mio avviso - dopo i fatti dei primi anni ’90 chi man mano si è succeduto al potere, ha semplicemente un pò più affinato le “armi”, perché mi pare proprio che nulla è cambiato in meglio rispetto al passato; in peggio, viceversa, senza dubbio alcuno.

martedì 14 agosto 2012

La difesa dell’ex maggiordomo

Terminate le indagini, l'ex maggiordomo del Papa è stato rinviato a giudizio per furto aggravato, mentre un altro impiegato della Segreteria di Stato per favoreggiamento. Forse in autunno inizia il processo. Vediamo però come l’ex fedelissimo ha tentato di spiegare ai suoi accusatori il proprio comportamento. In una delle confessioni rese dinanzi al giudice istruttore, ha riferito di essere stato guidato dallo Spirito Santo, pronto a combattere per portare la verità nella Chiesa e che per questo serviva uno choc mediatico. In particolare: “Preciso che vedendo male e corruzione dappertutto nella Chiesa, sono arrivato negli ultimi tempi, quelli della degenerazione, ad un punto di non ritorno. Ero sicuro che uno shock, anche mediatico, avrebbe potuto essere salutare per riportare la Chiesa nel suo giusto binario”. Il contatto con l’esterno avviene con il giornalista Gianluigi Nuzzi - poi autore del libro “Sua Santità” – cui non chiede soldi, ma rilascia un’intervista anonima. Prosegue: “Insieme siamo andati all’appartamento che lui aveva a disposizione a Viale Angelico. Abbiamo quindi avuto una serie di incontri dapprima a distanza di circa una settimana e poi di due settimane. Questo nei mesi di novembre, dicembre 2011 e gennaio 2012” (cfr. Il Messaggero). Una giustificazione, o difesa, quella appena richiamata, che in qualche misura, a mio modo di vedere, ha una seria ragion d’essere, perché quando si fa parte a vario titolo di certi ambienti, e per questo si è a conoscenza di fatti particolarmente rilevanti, delle due l’una: o si ha il coraggio di denunciarli pubblicamente mettendoci la faccia e rischiando di pagarla cara; oppure si tenta ugualmente di divulgarli in maniera subdola sperando di non essere scoperti. Tuttavia, in entrambi i casi, alla base c’è quel principio cui fa riferimento l’ex maggiordomo, ossia la necessità di dare uno scossone al sistema. E forse c’è anche riuscito.

Pussy Riot

Sono state ritenute colpevoli di teppismo e incitamento all’odio religioso, e perciò condannate a due anni di carcere senza condizionale. Questo il verdetto del tribunale di Mosca nei riguardi delle tre giovani cantanti punk del gruppo “Pussy Riot”, ormai simbolo del dissenso contro il presidente Vladimir Putin. Il fatto loro contestato è quello di aver infranto la legge cantando una “preghiera” contro il presidente russo dentro la cattedrale di Cristo Salvatore di Mosca lo scorso 21 febbraio. Tale canzone/preghiera eseguita in un luogo sacro è stata giudicata blasfema e insultante, commettendo, peraltro, una grave violazione dell’ordine pubblico disturbando la quiete dei cittadini e insultando profondamente le convinzioni dei fedeli ortodossi. Per la corte il testo esprimeva chiaramente l'odio basato su affiliazione religiosa e l'obiettivo delle ragazze, mosse da odio religioso, era quello di raggiungere un più vasto numero possibile di fedeli, dando pubblicità appunto al proprio gesto. Le proteste a questa discutibile sentenza non si sono fatte attendere, ed è il minimo che si possa fare, credo.

venerdì 10 agosto 2012

Ciò che tanti stentano a capire

Prendo spunto da un recente fatto di cronaca avvenuto a Terni nei giorni scorsi riguardo all’arresto per atti persecutori (Stalking) di un cittadino ternano da parte della Squadra Volante della locale Questura, reo, secondo l’accusa, di aver perseguitato per alcuni mesi l’ex convivente. L’avrebbe perseguitata in tutti i modi proprio da quando la loro relazione è giunta al termine, dalle telefonate incessanti alle minacce lasciate in segreteria telefonica, nonché aggressioni verbali, pedinamenti, appostamenti e altrettante minacce a colleghi e datori di lavoro della donna con tanto di tentativo di estorsione ai loro danni. Tutto questo fino all’intervento ci si auspica definitivo della Polizia di Stato (cfr. Comunicato Stampa Questura di Terni). E qui casca l’asino (come spesso si dice), già perché ad arresto avvenuto gli agenti sono andati a casa dell’incriminato per ritirargli le numerose armi di cui era legalmente possessore come cacciatore, trovando, tra l’altro, anche un fucile non denunciato né registrato nella banca dati delle forze dell’ordine. Il risultato è che il soggetto - su disposizione del Magistrato di turno - è stato tradotto in carcere e dovrà rispondere di tutta una serie di reati che ragionevolmente nemmeno lui stesso avrebbe mai immaginato. Ecco, quello che in genere non comprendono molti titolari di licenza di caccia, ergo legittimamente possessori di armi, è che taluni “comportamenti” - mi riferisco soprattutto allo Stalking, ma è sufficiente la mera minaccia - pregiudicano sensibilmente sulla permanenza di quei requisiti soggettivi che il cacciatore deve necessariamente possedere e mantenere intatti nel tempo affinché possa detenere - o continuare a farlo - armi e munizioni. Non c’è nulla da fare, tanti non lo comprendono fino a che non ci rimangono invischiati.

giovedì 26 luglio 2012

Gli immigrati fanno dietrofront

Rimane difficile crederlo, tuttavia è proprio così, nel senso che quelle persone le quali una volta migravano verso il nostro Paese, considerato come una sorta di “Eldorado” d’Europa, oggi, con la crisi economico-finanziaria che ha investito e tiene in ostaggio l’intero Continente, tornano verso i loro paesi di origine. Ho avuto modo di sentire alcune mie conoscenze stabilmente in Italia, le quali mi hanno confermato che, anche se effettivamente non ci sono numeri certi sul fenomeno, sono comunque molti tra i loro connazionali immigrati a sostenere che la possibilità di farsi una vita migliore nel nostro Paese è in buona sostanza svanita nel nulla. Una chimera, mi permetto di aggiungere, come invece la percepivano i più accorti. Non sono solo stranieri del Nord-Africa a tornare verso casa, ma anche molti tra quelli che un tempo provenivano dai Balcani e dell’Est Europa più in generale. Tutti sembrano, a ragion veduta, preoccupati da una instabilità occupazionale sempre più elevata, gravata dai costi degli affitti delle case, dell’iter per il rinnovo del permesso di soggiorno e comunque della vita quotidiana nel suo complesso. Quello su cui riflettere è se coloro i quali fuggono dal nostro Paese sono da considerare una risorsa persa o qualcosa di diverso, in quanto, si badi bene a non fare confusione, chi parte spontaneamente non sono coloro venuti notte tempo per delinquere, ma ragionevolmente sono persone oneste arrivate da noi solo per tentare di condurre una vita migliore.

domenica 15 luglio 2012

La crisi siriana

Non si arrestano le atrocità consumate in Siria, sarebbero almeno 56 i morti registrati negli ultimi giorni nel Paese, almeno ciò a quanto riferiscono fonti delle organizzazioni siriane per la difesa dei diritti umani. Immediate le numerose manifestazioni di protesta che si sono levate contro il regime del presidente Assad svoltesi in diversi quartieri di Damasco e Aleppo, dove la polizia ha aperto il fuoco per disperdere la folla. Il presidente francese François Hollande ha invitato Cina e Russia a sostenere il rafforzamento delle pressioni e delle sanzioni sul regime di Damasco, voluto dai paesi occidentali del consiglio di Sicurezza dell’Onu. Evidente è ormai il pressing sul regime da parte della comunità internazionale, quello che invece non appare chiaro è come reagirà lo stesso regime, infatti, il timore alimentato dagli Stati Uniti, è quello dell'eventuale uso di armi chimiche da parte del governo siriano il quale deterrebbe ingenti scorte di gas nervino, iprite e cianuro. Sono convinto che stabilire un ordine democratico in quell’area non significa solo “pace” giacché tale, ma anche possibilità di ripresa economica per l’intera area del mediterraneo. Vedo il Medio Oriente come unico sbocco d’investimento - per quei paesi come l'Italia - necessario alla ri-stabilizzazione economico-finanziaria, senza la quale anche le nostre più avanzate democrazie rischiano grosso. La storia insegna che la crisi - come quella attuale - genera mostri, i quali nell’incertezza generale riescono con estrema facilità ad aizzare le folle e convincerle che ogni nefandezza è giustificata dallo status quo.

sabato 7 luglio 2012

Misteri di mafia

L’enigma di Attilio Manca collega la sua fine, avvenuta appunto in circostanze poco chiare a Viterbo nel 2004, alla latitanza di Bernardo Provenzano. La tesi sostenuta dalla famiglia Manca è che Attilio, giovane urologo siciliano, sarebbe stato ucciso perché fu il medico che operò Provenzano a Marsiglia. Un intervento chirurgico che non doveva lasciare testimoni (Narcomafie). Tuttavia, ci sarebbe un'interessante traccia che colloca Provenzano, durante l’ultimo periodo della sua latitanza, tra l’alto Lazio e l'Umbria. Addirittura, l’allora eccellente latitante, alla fine del 2003, cioè tre anni prima della sua cattura, avrebbe cercato di proporre un tavolo di trattative all’ex Procuratore Nazionale Antimafia Pier Luigi Vigna. (Tuscia web). Una verità che stenta a venire a galla, anche perché più volte la morte di Attilio Manca è stata ritenuta dagli inquirenti come atto non omicidiario. Conclusioni affrettate, dettate da discutibile esperienza in materia di fenomeni mafiosi, o più semplicemente per motivi di opportunità? Sono questi alcuni degli interrogativi che molti si pongono.

sabato 30 giugno 2012

Natività: Patrimonio dell’Unesco

La decisione dell’Unesco di dichiarare la Chiesa della Natività, a Betlemme, patrimonio mondiale dell'umanità in pericolo non avrebbe reso tutti contenti. Del resto trattasi del primo sito in territorio palestinese ad ottenere la protezione dell’Unesco, e come per tutte le questioni che riguardano il Medio Oriente, anche questa, evidentemente, ha i suoi risvolti non del tutto positivi, almeno secondo il punto di vista di alcuni. Di fatto alcune nazioni hanno criticato tale decisione giudicandola una pericolosa combinazione di cultura e politica. Tuttavia, le motivazioni con cui la Palestina ha avanzato la candidatura riconducono al fatto che il sito, di valore universale eccezionale, ha urgente bisogno di attenzione per la mancanza di un regolare restauro della chiesa a causa della situazione politica in tutta l’area che vige dal 1967, cioè da quando Israele occupò i territori. Viceversa, a mio modesto parere, ritengo che tale occasione potrebbe invece essere una sorta di seppur esile filo conduttore di pacificazione di quell’area, sempre ammesso che ciò si desideri.

sabato 23 giugno 2012

Ancora caos in Egitto

Il Cairo. Un numero imprecisato di manifestanti sta in queste ore affollando piazza Tahrir, proseguendo, di fatto, il sit-in di protesta contro la giunta militare che va avanti ormai da qualche tempo. I manifestanti favorevoli al candidato alla presidenza dei Fratelli Musulmani, Mohammed Morsi, rimangono in attesa dei risultati elettorali, previsti inizialmente per giovedì scorso e ora attesi entro domani. Tuttavia, secondo alcune fonti attendibili, sarebbero in corso delle trattative, ad alto livello, proprio tra il movimento Fratelli Musulmani e la giunta militare per raggiungere un accordo politico in cui rientrerebbe anche la nomina alla presidenza di Morsi, il quale ha bollato come semplici voci quelle secondo cui la sicurezza e la stabilità del paese sono minacciate dai Fratelli musulmani. Fonte: Il Messaggero. È ufficiale, Mohammed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali in Egitto dalla commissione elettorale. Aggiornato al 24 giugno 2012 (TgCom24).

giovedì 21 giugno 2012

Don Ciotti si racconta

Fondatore del Gruppo Abele si è dedicato sin da subito al problema della tossicodipendenza, all’abuso di sostanze alcoliche, allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta di esseri umani; per poi accogliere anche persone rimaste vittime da dipendenza dal gioco d'azzardo piuttosto che da internet. Come dice lui, il passaggio dal contrasto alle droghe a quello al narcotraffico è stato naturale, quindi la successiva dura lotta alla mafia altri non è stata che una logica conseguenza. Fonte: intervista pubblicata su “La Stampa” del 21 giugno 2012, reperita sul sito di Libera "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".

mercoledì 20 giugno 2012

La questione mediorientale

Quando diversi anni fa iniziai a seguire il fenomeno, è vero che lo conoscevo abbastanza, ma solo attraverso la cosiddetta carta stampata e più in generale per mezzo dei media nazionali (telegiornali, approfondimenti, documentari, eccetera). Insomma (così come mi ha definito un amico Musulmano profondo conoscitore dell’Islam) dapprima un appassionato della materia, in seguito un cultore esperto della stessa. Detto da lui mi lusinga. Quando la svolta? Sicuramente non appena incominciai a studiare taluni testi specifici (Corano in testa) scritti da autorevoli autori di indiscussa fama internazionale: europei, americani e arabi; ma anche attraverso tutta una serie di testimonianze da me raccolte da donne e uomini di religione musulmana di varie etnie che ho avuto la fortuna di conoscere nel tempo. Una fortuna non per tutti, ma che auguro a tanti di vivere, perché solo attraverso la conoscenza è possibile realmente di cogliere ciò che c’è di positivo nelle persone profondamente diverse da noi stesse per religione, razza, cultura ed esperienze di vita. Da questi punti di partenza l’idea di intraprendere un ambizioso progetto, quello concernente lo studio dei fenomeni politico-sociali del Medioriente soprattutto connessi all’appartenenza religiosa, nonché alla variante integralista della stessa, cioè al concetto di Guerra Santa (Jihad) così come erroneamente concepito da taluni fanatici religiosi e soprattutto se è possibile per i prossimi anni a venire una pacifica convivenza tra popoli professanti religioni per certi versi diametralmente opposte.

martedì 12 giugno 2012

Crisi e corruzione

Da più parti si sostiene che in Italia l'economia non cresce a causa dei troppi ladri e furbetti, attivi sia nella politica, sia nelle imprese, sia nella pubblica amministrazione. Del resto sono ancora una volta i dati a confermare questo deplorevole andazzo delle cose. Segnalo in proposito un interessante articolo pubblicato oggi dall’Espresso. Tuttavia, come ho già avuto modo di accennare brevemente nel post precedente dal titolo “Corruzione, appalti pubblici e non solo”, la questione non riguarda unicamente politici e amministratori pubblici, ma anche imprese e professionisti privati senza scrupoli che in qualche modo con il loro comportamento agevolano il funzionamento di questa macchina criminale, tale sia sotto il profilo di rilevanza penale, ma anche per ciò che riguarda la famigerata questione etica, morale o sociale più in generale. Diciamo pure che se nel privato non ci fosse chi scende a compromessi e/o chi ha paura di denunciare il lestofante di turno, evidentemente le cose andrebbero in una direzione diversa, verosimilmente opposta. Chi tra tutti questi soggetti (amministratori pubblici, politici o privati), beninteso quelli disonesti, pensano che basti organizzare, piuttosto che promuovere, piuttosto che partecipare, piuttosto che finanziare, manifestazioni culturali o iniziative del genere per lavarsi la coscienza o per mascherare la propria reale identità, bene, allora non hanno capito nulla, perché potranno ingannare molti, ma non tutti.

domenica 10 giugno 2012

Corruzione e appalti pubblici

Corruzione, appalti pubblici e non solo. Un fenomeno tutt’altro che irrilevante. Questo in linea di massima il tema del lavoro che sto portando avanti da qualche tempo e che presto vedrà la luce attraverso la pubblicazione di un saggio. Non solo, quindi, amministratori pubblici e politici conniventi con organizzazioni mafiose, bensì anche amministratori e politici che curano il “proprio orticello” attraverso il metodo consolidato ma illecito dei favoritismi personali, amicali e parentali; senza alcuna organizzazione criminale alle spalle o di supporto, tanto per intenderci. Si va dalla concessione di licenze edilizie o fantomatiche gare/appalti pubblici, i cui intestatari o aggiudicatari sono strettamente apparentati con coloro i quali deliberano in tal senso, ergo firmano gli atti; alle licenze commerciali concesse in base ad almeno due criteri. Nel primo caso qualora non vadano a creare un rischio concorrenza nei confronti degli stessi amministratori o prossimi congiunti, arrivando di solito a minacciare l’aspirante commerciante, artigiano, eccetera. Nel secondo caso qualora gli interessati siano disposti a versare una congrua “tangente”.

sabato 9 giugno 2012

Leggi e Costituzione

Con la Sentenza n. 147 del 4 giugno 2012, depositata il 7 giugno 2012, la Corte Costituzionale ha bocciato una parte del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito con modificazioni dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111. La parte interessata riguarda quella che fissava l'obbligo di accorpamento in istituti comprensivi delle scuole dell'infanzia, elementari e medie che per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno mille alunni, ridotti a cinquecento per le istituzioni situate nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Ovverosia l’art. 19 comma 4 del Decreto Legge n. 98/2011, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo per violazione dell’art. 117, comma 3 della Costituzione essendo una norma di dettaglio dettata in un ambito di competenza concorrente. Ancora una volta i giudici delle leggi sono chiamati ad intervenire su alcune iniziative politiche che, di fatto, appaiono già dalla loro origine assai discutibili proprio sotto il profilo costituzionale.

venerdì 8 giugno 2012

Tra il vero e l’inverosimile

Il collaboratore di giustizia che ha permesso alla Procura di Caltanissetta di aprire un nuovo filone di indagini sulla strage di via D'Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, conferma di aver procurato la Fiat 126 usata come autobomba, ma non sapendo in realtà a cosa sarebbe servita. Lo capì e collegò i fatti quella tragica domenica del 19 luglio del 1992 quando apprese dai telegiornali dell’attentato. La ricostruzione è stata fornita dal pentito nel corso dell’incidente probatorio davanti al Gip di Caltanissetta, nell’aula di Rebibbia a Roma. Questo è quanto lui riferisce, francamente mi sento di poter dire che come strategia difensiva diretta a tentare di attenuare la propria posizione processuale sta pure in piedi, viceversa, relativamente ad altro, ho qualche dubbio.

giovedì 7 giugno 2012

L’attentatore di Brindisi

Svolta nelle indagini sull'attentato del 19 maggio scorso alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi in cui ha perso la vita la sedicenne Melissa Bassi. L'autore del folle gesto sarebbe un imprenditore. È giusto esultare per la sua cattura, tuttavia, quello che mi pare fuori luogo è vantarsi di averlo fatto. Si dice che la preziosa sinergia tra le forze dell’ordine ha portato a risultati abbastanza tempestivi. Bene, allora diciamo pure che di tempestivo c’è ben poco, perché a mio modesto parere se non era per le telecamere di videosorveglianza situate nei pressi della scuola, grazie evidentemente alla inverosimile propensione criminale dell’artefice, che tutto ha fatto tranne che evitarle, delle due l’una: o l’attentato rimaneva uno dei tanti fatti di sangue irrisolti; oppure finiva in galera qualche innocente. A dire il vero all’inizio dell’indagine un soggetto che non c’entrava nulla era stato sbattuto in prima pagina quale mostro! Comunque sia, al sospettato reo confesso è contestato il concorso in reato di strage aggravato dalla finalità di terrorismo perché, di fatto, l'effetto terroristico è stato oggettivamente realizzato, mentre il concorso, spiegano gli inquirenti, è contestato per coprire ogni eventualità in termini di possibili altre persone coinvolte.

A pagare sono sempre gli altri

La Corte di giustizia europea ha condannato l'Italia per non aver concesso, per circa un decennio, le frequenze all'emittente televisiva Europa 7. La Corte ha riconosciuto un risarcimento di 10 milioni di euro per danni materiali e morali - contro una richiesta di due miliardi di euro - nonché 100 mila euro per le spese legali sostenute per presentare il ricorso a Strasburgo. Secondo la suprema Corte, nel non assegnare tali frequenze, le autorità italiane non hanno rispettato l'obbligo prescritto dalla Convenzione europea dei diritti umani di mettere in atto un quadro legislativo e amministrativo per garantire l'effettivo pluralismo dell’informazione (Il Messaggero). Quello che a mio modesto modo di vedere fa rabbia, è continuare ad assistere al fatto che a pagare è sempre il cittadino comune, mai i reali responsabili.

mercoledì 6 giugno 2012

Normandia, 6 giugno 1944

All’alba del 6 giugno 1944 le truppe americane, inglesi, canadesi, australiane, francesi, polacche e di altre nazionalità, davano inizio all’operazione “Overlord”, ossia l’apertura del secondo fronte in Europa Occidentale che avrebbe di lì a poco decretato la fase iniziale della fine del Terzo Reich, l’impero voluto e creato da Adolf Hitler, il Führer del popolo germanico del tempo. Di fatto, l’operazione “Overlord”, meglio nota come “D-Day”, ovvero “Decision Day”, relativa al clamoroso sbarco degli alleati sulle spiagge della Normandia (materializzatosi a dispetto delle analisi dei presunti strateghi gerarchi nazisti) rimane la più grande operazione di invasione anfibia mai realizzata nella storia di tutti i conflitti. Oltre tre milioni di uomini presero parte al macroscopico progetto, il cui studio iniziò dalla proposta avanzata da Churchill e Roosevelt fin dai tempi della Conferenza di Casablanca nel gennaio 1942.

sabato 2 giugno 2012

Mafia e caffè!

Mafia e commercio di caffè, un legame scoperto dalla Guardia di Finanza di Palermo che ha sequestrato, nell’ambito dell’operazione Coffee Break, cinque società del capoluogo siciliano, di cui due operanti nel settore del commercio all’ingrosso di caffè, due bar, e una palestra. Tutte le attività sono riconducibili a un 48enne palermitano pluripregiudicato ritenuto, in passato, uomo di fiducia di Totò Riina e per questo già condannato per associazione mafiosa. Si continua a indagare per verificare se vi sono altri bar, ristoranti ed esercizi commerciali che hanno dovuto loro malgrado acquistare il caffè dalle aziende incriminate (Narcomafie).

domenica 27 maggio 2012

Gli aerei contesi

Se non fossimo in un periodo di profonda crisi economica e finanziaria, perlopiù in recessione, forse ci si potrebbe ridere sopra. Invece c’è poco da ridere perché mentre decine di persone quotidianamente si tolgono la vita per i motivi anzidetti, tra qualche ben pensante stipendiato pubblico sembra essere cominciato una sorta di “D-Day” per decidere chi deve rinunciare a una parte dei nuovi super-caccia F35. Poiché il governo ha ridotto l’acquisto a solo novanta aerei - di cui solo trenta velivoli nella versione a decollo verticale, cioè che permette l'impiego senza aeroporti - i vertici della Marina e dell'Aeronautica militare ora se li contendono proprio come fanno i bambini capricciosi che giocano alla guerra. Tutto questo è normale? Da noi, in Italia, è quantomeno verosimile.

giovedì 24 maggio 2012

Capaci vent’anni dopo

A distanza di tutto questo tempo, non si ricorda solo la tragedia che cambiò il volto politico del Paese, ma si deve tristemente osservare che le indagini sono ancora aperte perché su quegli episodi, e su ciò che accadde tutto intorno alla vicenda, sappiamo molto ma non ancora tutto. È il 23 maggio 1992, quando il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta saltano in aria per mano di Cosa nostra. Il 19 luglio dello stesso anno è la volta del collega Paolo Borsellino e della sua scorta. Sono passati vent'anni, appunto, e molte cose sono state scoperte, ma altri misteri restano ancora terribilmente irrisolti, forse in attesa che su di essi sia fatta doverosamente piena luce, forse!

giovedì 17 maggio 2012

Uomini soli a Palermo

L’inviato di Repubblica Attilio Bolzoni racconta le stragi palermitane a distanza di trenta anni dai fatti. Torna a Palermo e ripercorre le strade nelle quali trovò la morte Pio La Torre, assassinato il 30 aprile 1982; Carlo Alberto dalla Chiesa, ammazzato il 3 settembre 1982; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, saltati in aria rispettivamente il 23 maggio 1992 e il 19 luglio dello stesso anno. Nel 1982 Palermo era considerata e raccontata dai giornali peggio di Beirut, ossia una città tormentata dalle bombe, dai funerali di Stato e dai cadaveri illustri. Facili bersagli perché lasciati soli, isolati a combattere una mafia spietata che in pochi ne ammettevano addirittura l’esistenza. Il giornalista ha racchiuso queste storie in un libro e in un film di Paolo Santolini dal titolo “Uomini soli”, in edicola da oggi, mercoledì 16 maggio 2012.

sabato 12 maggio 2012

Il grande canale

Il Veneto e il suo tessuto imprenditoriale sono assediati dalle mafie, camorra in testa. La regione sta vivendo una profonda infiltrazione cui concorre crisi di liquidità, complicità dei colletti bianchi e sottovalutazione del fenomeno da parte di molti. Da anni si registrano inchieste su riciclaggio, traffico di rifiuti e armi, appalti e usura. In particolare il reato di usura è tra i più diffusi e permette di fare ingenti affari sporchi con imprenditori locali i quali a volte ne sono complici, altre vittime. Nel reportage pubblicato dalla rivista Narcomafie, un viaggio tra mafie e soggetti criminali che dal lago di Garda porta fino alla laguna di Venezia.

martedì 8 maggio 2012

Crisi e suicidi

Una strage che la ricostruzione giornalistica dell’Espresso fa risalire l’inizio al 26 novembre 2011, quando un imprenditore edile del padovano, poco più che cinquantenne, si è impiccato a una gru della sua azienda. L’origine del gesto è stata scritta su un biglietto dallo stesso imprenditore, ossia la grave situazione di crisi economica e la preoccupazione di non poter garantire un futuro alla propria famiglia. Una strage silenziosa è definita, quella di imprenditori e professionisti che non riescono a riscuotere i propri crediti e per questo sommersi dai debiti. Continua. Nel Veneto hanno pensato di porre rimedio aprendo il primo centro di ascolto per evitare che artigiani e piccoli imprenditori strangolati dalla recessione giungano a gesti estremi. Nel centro è presente un team di esperti i quali cercheranno di seguirli e aiutarli per gestire al meglio la situazione.

lunedì 7 maggio 2012

Indagini ministeriali

Il Ministro della Giustizia Paola Severino, d’accordo con il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, ha chiesto di ricevere, tramite gli uffici competenti, tutti gli elementi utili a valutare quanto emerso nel corso della seduta del plenum del Csm conclusasi con la nomina  del nuovo Procuratore capo della Repubblica di Napoli.  Il Guardasigilli, nell’esprimere assoluto apprezzamento per il metodo utilizzato dal Consiglio, intende così acquisire notizie per verificare i contenuti delle intercettazioni riguardanti la candidatura di Paolo Mancuso. L'accertamento si sarebbe reso necessario a seguito di alcuni dubbi emersi proprio in merito alla candidatura di Mancuso.

sabato 28 aprile 2012

Iniziative obbligate

A tutela dei giornalisti, soprattutto precari, è nato a Roma uno sportello che offre tutela legale gratuita. È la risposta alle troppe pretestuose citazioni in giudizio che minacciano il lavoro degli operatori dell’informazione. Bruciare il libro Il Casalese. Ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di Lavoro, scritto da nove giornalisti campani, toglierlo dal mercato e risarcire l’ex Sottosegretario all’Economia e Deputato. Tali sarebbero le richieste avanzate. I giornalisti, quasi tutti precari, sono assistiti dai legali dello Sportello Morrione - Querele Temerarie, inaugurato all’inizio di quest’anno. Sono circa dieci i casi sinora pervenuti, con richieste giunte da varie parti d’Italia (Narcomafie).

lunedì 23 aprile 2012

La mafia e l’Europa

Studiare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia e nella finanza dell’Unione europea trovando gli strumenti politici per combatterla in tutto il continente. Questo è il compito affidato all’Italia da Bruxelles. Un risultato storico, quello dell'istituzione dell'Antimafia di Bruxelles, ottenuto con un lavoro di squadra degli eurodeputati italiani. Sul tavolo c’è anche il riconoscimento del reato di associazione mafiosa in tutti i ventisette Stati membri, ma ci sono anche le norme sul contrasto al riciclaggio di denaro.

sabato 21 aprile 2012

Sognando l’oltreoceano

Circa un mese fa, l’Espresso pubblica una lettera di un giovane italiano che, come lui stesso afferma, ha avuto la fortuna di poter compiere un’esperienza di studio all’estero. Prosegue raccontando di essere partito per la California lasciandosi alle spalle un’Italia in declino, dal futuro incerto e per nulla rassicurante. Gli Stati Uniti, una nazione con moltissime contraddizioni, ambiguità e non solo, in cui i veri valori della vita si perdono, ammesso che ve ne sia stata mai avvertita la presenza. In buona sostanza, continua lo studente, il sogno americano è un sogno e basta. Evidentemente, pertanto, non tutto oltreoceano è così come potrebbe apparire a chi sta da quest’altra parte. Una lettera, mi permetto di aggiungere, su cui riflettere attentamente, in particolare per quanto riportato nelle sue considerazioni conclusive.

giovedì 12 aprile 2012

Gli Advisor delle cosche

Nella diffusione della presenza criminale nelle attività economiche, svolgono un ruolo cruciale figure professionali non affiliate alle cosche e tuttavia strategiche nel consentirne la penetrazione nei gangli dell'economia legale. Se non si può ricorrere alla nozione di concorso esterno, sono comunque necessari altri istituti giuridici che permettano di colpire i consulenti delle organizzazioni criminali, pur non affiliati. Anche perché superato questo passaggio, diviene molto più difficile rintracciare l'origine delittuosa delle attività lecite. La recente sentenza della Corte di Cassazione sul caso Dell’Utri ha aperto una discussione di natura giuridica sulla nozione di concorso esterno ampiamente commentata nel pezzo di Marco Alessandro Bartolucci. Fuori dalle categorie giuridiche, lo stesso istituto si presta tuttavia anche a una riflessione sul ruolo che, nello sviluppo e nella diffusione della presenza criminale nelle attività economiche, svolgono figure non affiliate alle cosche e tuttavia funzionali e strategiche nel consentirne la penetrazione nei gangli dell’economia legale; www.lavoce.info

domenica 1 aprile 2012

Giustizia, Stato, Mafie

Ha avuto luogo lo scorso 27 marzo 2012 (con l'intervento del dott. Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia) il primo di una lunga serie d’incontri organizzati dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Perugia, d'intesa con l'Associazione Libera, sul tema “La Giustizia, lo Stato, le Mafie”. Le conferenze, coordinate dal professor Roberto Segatori, intendono offrire - come lo stesso professore spiega - un quadro informativo aggiornato sulla lotta delle varie istituzioni alla criminalità organizzata e sollecitare l'impegno della società civile in difesa della legalità e per la ricostituzione di un senso civico solidale e democratico.

sabato 31 marzo 2012

Il fenomeno droga in Umbria

Quella che una volta era considerata un’isola felice, l’Umbria, sembra stia lasciando sempre più spazio a qualcosa di diverso, almeno ciò è quanto dimostrano gli episodi di cronaca quotidiana tutt’altro che irrilevanti. Infatti, l'Umbria pare essere stabilmente in vetta alla classifica delle regioni dove sono effettuati più sequestri di sostanze stupefacenti. L’impegno delle forze dell’ordine è massimo, spesso con l’impiego delle unità cinofile indispensabili per questo tipo di operazioni. L’ultima in termini di tempo è di due giorni fa - dagli sviluppi a dir poco singolari - quando gli uomini della Guardia di Finanza di Perugia hanno tratto in arresto un soggetto per spaccio, trovato in possesso di un chilo di marijuana. L’uomo, alle contestazioni lui mosse, pensava bene di rispondere che il suo non era spaccio, bensì “attività sociale per i giovani”. Quale sarà mai in costui il grado d’intendimento di attività sociale? Mistero!

Combattere le infiltrazioni criminali

Istituzioni, sindacati, Confindustria e Gruppo Italcementi hanno siglato un accordo per garantire un tessuto economico meno esposto alle infiltrazioni della criminalità organizzata e una maggiore legalità nel settore del cemento e del calcestruzzo. Il protocollo Stabilisce una serie di principi, di regole e di procedure per il rafforzare le condizioni di sicurezza e di legalità nel mondo del lavoro e della produzione. In estrema sintesi, ‘qualifica’ il personale dipendente, i clienti e i fornitori in un contesto di massima trasparenza dell’attività di impresa.

sabato 24 marzo 2012

Ancora su mafia e politica

Il Consiglio dei Ministri in un solo giorno ha sciolto ben sette comuni per presunte infiltrazioni mafiose. I provvedimenti sono stati disposti dal governo che, su proposta del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, ha sciolto due comuni in Calabria, due in Campania, due in Sicilia e uno in Piemonte. Continua a leggere qui. Inoltre, sempre a proposito del contrasto alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni pubbliche, il Ministro della Giustizia Paola Severino ha promesso che entro fine marzo le modifiche del Governo, riguardo alla nuova procedura per lo scioglimento di Comuni e Province da parte delle Prefetture, arriveranno a Montecitorio. Continua a leggere qui. Sembra, tuttavia, che non tutti sono d’accordo sulle nuove procedure in tal senso. Non credo, però, che su quest’ultimo punto ci sia tanto di cui meravigliarsi. Anzi, rimarrei esterrefatto dell’esatto contrario!

mercoledì 21 marzo 2012

La corruzione nelle piccole realtà locali

La corruzione amministrativa nelle piccole realtà locali, uno spaccato che ricalca il malaffare all’italiana nella gestione della cosa pubblica. Connivenze tra amministratori, impiegati pubblici, imprenditori e liberi professionisti locali, il tutto per due fini ben precisi: quello di inventare di sana pianta o gonfiare a dismisura appalti di opere finanziate con fondi pubblici e quello del tornaconto elettorale. Tanto è vero che in realtà di piccole dimensioni, accontentando poche famiglie, si ricavano tanti voti quanti ne bastano per rimanere incollati alla poltrona per anni e, quando ricorre il caso, di passare il testimone a chi si ritiene opportuno. Appalti che a volte, per fuorviare i più, anziché concederli a ditte del posto, se ne cercano delle compiacenti fuori sede, vicine, spesso, a certe organizzazioni. Preventivi e finanziamenti gonfiati generano fatture e parcelle altrettanto gonfiate, le quali producono un ingente gruzzolo di denaro che è redistribuito in nero tra tutti i consociati, per delinquere ovviamente. Una situazione che mi auguro possa far riflettere tanto il comune cittadino quanto l’amministratore e l'impiegato pubblico, quelli ingenui ma onesti, affinché si rendano conto di chi in realtà si nasconde dietro la maschera perbenista.

martedì 20 marzo 2012

Consapevolezza e autocontrollo

A quanto sembra, non sempre gli addetti ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo hanno consapevolezza del proprio ruolo professionale e sociale. Quindici giorni di chiusura forzata per una nota discoteca del varesotto, dove sabato scorso alcuni clienti sono stati vittime di un’aggressione omofoba per opera della security del locale. Già nel 2008 - per motivi di ordine e sicurezza pubblica - il Questore aveva preso un provvedimento analogo riguardo alle ripetute risse che si erano verificate.

venerdì 16 marzo 2012

Stranieri e integrazione sociale

Dal 10 marzo è in vigore il regolamento del nuovo accordo d’integrazione tra lo straniero e lo Stato italiano. L’accordo d’integrazione - della durata di due anni prolungabile di un anno e solo per una volta - rivolto agli stranieri che al momento dell’ingresso in Italia hanno più di sedici anni, è firmato in prefettura o in questura nel momento in cui è fatta richiesta del permesso di soggiorno. All’accordo è collegato un sistema di punti, assegnati d’ufficio al momento della firma, che inizialmente sono sedici e rappresentano l’ipotetica conoscenza a livello base della lingua e della cultura italiana. Entro tre mesi dalla firma dell’accordo, lo straniero viene convocato per partecipare ad una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in Italia. La mancata partecipazione comporta la perdita di quindici crediti.

giovedì 15 marzo 2012

Trattativa Stato-mafia

Dall’ultima ricostruzione dei fatti ad opera della Procura della Repubblica di Caltanissetta sull’attentato del 19 luglio 1992 in cui rimase ucciso Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, emerge in maniera nitida come gli attentati mafiosi abbiano accompagnato – parallelamente all’inchiesta milanese meglio nota come Mani Pulite – il trapasso dalla prima alla seconda Repubblica. Scrivono i pubblici ministeri: “La tempistica della strage è stata certamente influenzata dall’esistenza e dalla evoluzione della cosiddetta trattativa tra uomini delle istituzioni e Cosa nostra” (Narcomafie).

venerdì 9 marzo 2012

Tav e criminalità

Che i lavori Tav possano trasformarsi in qualcosa di diverso e illecito sembra essere un rischio concreto. Lo afferma la Procura nazionale antimafia nella sua ultima relazione e le recenti indagini sulle cosche della ‘ndrangheta a Torino e Milano ne sono una forma di riprova. Pare che una delle aziende incaricate di costruire il tunnel esplorativo ha dato subappalti alla criminalità organizzata calabrese, la quale, proprio in Piemonte, per la precisione nella zona dei lavori in corso, ha piantato da qualche tempo le sue radici.

mercoledì 7 marzo 2012

Bambini e internet

Educare i bambini a confrontarsi e a muoversi nella rete, questo il fine dell’accordo siglato a Firenze il 2 marzo scorso fra l’Istituto degli Innocenti, la Fondazione Sistema Toscana e il Servizio della Polizia Postale a garanzia di Trool.it, il social network per l'uso consapevole del web che conta già oltre quattro mila piccoli blogger. Compito principale della Polizia Postale e delle comunicazioni è di garantire interventi rapidi nel rintracciare eventuali tentativi d’intrusione nel sistema o comunque di salvaguardare la sicurezza dei minori.

sabato 3 marzo 2012

Tecnologia e degrado del tessuto sociale

Ripropongo una notizia di alcuni mesi fa, ma sempre attuale. Un fenomeno che non può lasciare indifferenti quello della pornografia minorile per via telematica, ovverosia la messa in rete, attraverso social network, videoclip, eccetera - coscientemente o meno - di video amatoriali prodotti con i telefonini. Fenomeno questo che spesso avviene addirittura nelle aule scolastiche durante i momenti di pausa. Ragazzine che si fanno riprendere in atteggiamenti che non lasciano spazio a interpretazioni, il tutto per poche decine di euro, per meglio dire, spesso in cambio di ricariche telefoniche. Premesso ciò, quindi, una domanda sorge: i genitori vigilano adeguatamente e sistematicamente sul corretto utilizzo degli strumenti tecnologici a disposizione dei loro figli? Ragionevolmente ritengo di no, altrimenti i genitori di coloro i quali eseguono le videoriprese hard e le inseriscono nel circuito internet, o le scambiano con i coetanei, si accorgerebbero di ciò; e quelli delle ragazzine che evidentemente non chiedono soldi per la ricarica telefonica ma che in realtà la fanno, ibidem! Ulteriore tragicità di tale degrado sociale sta anche nell’incoscienza di questi ragazzi di non cogliere il fatto che poi è difficile far sparire dalla rete internet i video incriminati, che oltre a poter configurare una seria ipotesi di reato, un giorno, neanche tanto lontano, potrebbero essere conosciuti – come afferma il Garante della Privacy – dal datore di lavoro, dal padre del ragazzo con cui vorrebbero fidanzarsi o il fidanzato stesso. Meditate quindi! (Corriere della Sera).

martedì 28 febbraio 2012

Migranti ed espulsioni collettive

È di pochi giorni fa la notizia - alla quale sono seguite aspre polemiche - secondo cui la Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per i respingimenti dei migranti verso la Libia dell’allora Mohammar Gheddafi. Fatto accaduto nel maggio 2009. In buona sostanza i giudici di Strasburgo hanno deciso che il governo italiano - quindi il contribuente - dovrà pagare 15mila euro a testa, oltre spese legali, a un gruppo di ventiquattro profughi africani, come risarcimento per i danni subiti. Secondo la ricostruzione dei fatti, i profughi furono intercettati a sud di Lampedusa e consegnati dalle motonavi italiane alle autorità libiche. Un comportamento, secondo la sentenza, che si è tradotto in una violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo, in quanto gli stessi sventurati furono palesemente esposti al rischio di maltrattamenti in Libia, oltre a quello di venire rimpatriati in Somalia ed Eritrea. Secondo la Corte europea l’Italia ha violato anche l’articolo che proibisce i respingimenti collettivi, ovvero le autorità italiane non effettuarono alcun controllo su identità ed eventuale status di rifugiato. Per la prima volta la Corte ha equiparato il respingimento collettivo alla frontiera e in alto mare alle espulsioni collettive nei confronti di chi è già entrato nel territorio. Un monito, quello della Corte, da interpretare soprattutto riguardo alla faciloneria e politica propagandistica con cui si affrontano argomenti seri e gravi come quello dell’immigrazione.

sabato 18 febbraio 2012

Il Decreto svuota-carceri è legge

Un problema, quello del sovraffollamento delle carceri, che di sicuro non si risolve per decreto. Tuttavia, la Camera dei Deputati - con 385 voti favorevoli, 105 contrari e 26 astenuti - ha licenziato definitivamente il decreto legge del Governo in materia, pertanto è ormai legge dello Stato. Le polemiche non si sono fatte attendere al punto che il Guardasigilli ha ritenuto precisare che “Il decreto non è né un indulto mascherato, né una resa dello Stato alla delinquenza”. Ad esempio, talune perplessità sono sorte riguardo all’invio agli arresti domiciliari del soggetto interessato prima dell’udienza di convalida. Resterebbero comunque esclusi da tale beneficio gli accusati di furto in appartamento, scippo, rapina ed estorsione. Ma non è solo questo il punto oggetto di critiche. Una cosa è comunque certa secondo il mio punto di vista, ossia che l’affollamento carcerario va palesemente contro due principi di natura costituzionale, più precisamente quelli indicati negli artt. 13 c. 4 e 27 c. 3 della Costituzione, i quali da una lettura in combinato disposto danno veramente l’idea di come il concetto di pena nel nostro Paese sia concretamente da rivedere.

giovedì 16 febbraio 2012

Misteri italiani

L’autorevole punto di vista di Ferdinando Imposimato in merito a quella che lo stesso ha definito la grande truffa sull’Alta Velocità tra Napoli e Roma nei primi anni ’90. È la cronaca di due anni di indagini della Commissione parlamentare antimafia tra il 1994 e 1996, la cui presidenza era stata affidata alla deputata Tiziana Parenti. Imposimato, nel 1995, presenta parte della relazione alla Commissione, nella quale illustra le infiltrazioni della camorra sulla spartizione degli appalti. Relazione forte e compromettente, non approvata dalla Commissione (Barbagallo, 2010).

mercoledì 15 febbraio 2012

Le facce della camorra

Due obiettivi, tra i tanti che si potrebbero citare, della camorra. Il primo riguarda l’antico, profondo e radicato odio verso coloro i quali combattono tale fenomeno criminale, i magistrati tanto per intenderci, al punto di stringere un patto addirittura con Al Qaeda del defunto Bin Laden per abbatterli senza pietà. Il secondo riguarda l’ormai collaudato metodo di fare soldi in qualunque modo a qualsiasi costo (Il Mattino).

domenica 5 febbraio 2012

Violenza sessuale di gruppo

Sta facendo molto discutere la recente sentenza della Corte di Cassazione [1] la quale ha stabilito che i principi interpretativi che la Corte Costituzionale [2] - di cui segue il dispositivo - ha fissato per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni, sono allo stesso modo applicabili anche alla violenza sessuale di gruppo [3], giacché quest’ultima condotta delittuosa presenta delle caratteristiche essenziali non difformi da quelle che la Consulta ha individuato per le altre specie di reati sessuali sottoposti al suo giudizio. Ora, è naturale che un provvedimento di tal portata generi un certo allarme sociale e indignazione tra i non addetti ai lavori, ma da un’attenta lettura del combinato disposto delle due soprarichiamate sentenze ci si accorge, di fatto, che la Cassazione nulla poteva fare di diverso rispetto a quanto deciso. Ancora una volta appare evidente, secondo il mio punto di vista, come la disattenzione del legislatore è in grado di generare dei vuoti normativi i quali, di conseguenza, permettono, in uno Stato di diritto, anche di assistere a decisioni giurisprudenziali discutibili sotto un profilo sociale, ma assolutamente corrette sotto un profilo giuridico.


[1] Cfr. Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, Sentenza 20 gennaio 2012 - 1 febbraio 2012, n 4377 (in E-Learning – Processo Penale).


[2] Dispositivo. La Corte Costituzionale; riuniti i giudizi, dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, del codice di procedura penale, come modificato dall’art. 2 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma, 609-bis e 609-quater del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure. Cfr. Corte Costituzionale - Sentenza 7-21 luglio 2010, n. 265 (in E-Learning – Processo Penale).


[3] Codice Penale. Art. 609 octies - Violenza sessuale di gruppo. La violenza sessuale di gruppo consiste nella partecipazione, da parte di più persone riunite, ad atti di violenza sessuale di cui all'articolo 609-bis [...] Cfr. Dei delitti contro la libertà personale e individuale - Dei delitti contro la personalità individuale (in E-Learning – Processo Penale).

martedì 31 gennaio 2012

Investigazioni difensive

Con la Sentenza n. 1399 del 14 dicembre 2011, depositata il 17 gennaio 2012, la Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha affermato che la richiesta, effettuata ai sensi dell’art. 391 bis, comma 11 [1] del Codice di procedura penale, diretta a che il Gip proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza o all’esame della persona che abbia esercitato la facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione, non presuppone alcun automatismo, implicando una valutazione positiva del giudice circa la rilevanza ai fini investigativi delle circostanze in relazione alle quali si intende che la persona sia ascoltata (Massimario Corte Suprema di Cassazione). Ora, nonostante i molti anni trascorsi ad occuparmi di indagini difensive, nutro sempre un certo disagio quando mi accingo a commentare decisioni giurisprudenziali di questo tipo. Infatti, da una parte sono tentato a denunciare l’ennesima disattesa verso l’art. 111 della Costituzione [2]; mentre dall’altra non posso celare, almeno per quella che è la mia esperienza sul campo, una certa leggerezza - o forse anche peggio - di alcune difese relativamente l’utilizzo di questo strumento (le investigazioni difensive) per la ricerca della prova, quale contributo per l’accertamento della verità. Il risultato di questa seconda riflessione è rappresentato dal costante e implacabile svilimento dell'istituto giuridico sopra richiamato.


[1] Art. 391-bis C.p.p. Colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore. Comma 11. Il difensore, in alternativa all'audizione di cui al comma 10, può chiedere che si proceda con incidente probatorio all'assunzione della testimonianza o all'esame della persona che abbia esercitato la facoltà di cui alla lettera d) del comma 3, anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 392, comma 1.


[2] Art. 111 Cost. La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale […] Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato […] abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore […] Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova […].

Usura, estorsioni e crisi

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2012 la Legge 27 gennaio 2012, n. 3; recante “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”. Uno strumento necessario per porre rimedio, si spera, alle situazioni di sovraindebitamento in cui possono venirsi a trovare consumatori, piccole e medie imprese.

martedì 24 gennaio 2012

L’utopia della semplificazione

Dal Primo gennaio 2012, la Pubblica Amministrazione non può più richiedere, ovvero accettare certificati dai propri utenti, fatta eccezione per il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva). Tale documento, infatti, non è autocertificabile. Questo, in breve, il contenuto della nota emanata dalla Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, datata 16 gennaio 2012. Ora, se è pur vero che la puntualizzazione si è resa necessaria in seguito all’inesatta interpretazione del D.P.R. n. 445/2000, riformato dalla Legge n. 183/2011 in tema stabilità, mi pare altresì ragionevole ritenere che il legislatore, anche in fase di elaborazione del cosiddetto Milleproroghe, potesse fare un ragionamento diverso proprio per quanto riguarda il DURC. Di fatto, quando si affrontano certi temi, bisognerebbe anche tener conto del momento storico sociale in cui si vive. Il DURC, interessante strumento per la lotta al lavoro nero, si è trasformato per le imprese serie in un cappio al collo degli imprenditori per bene. Ciò per il semplice motivo che la Pubblica Amministrazione, non essendo in grado di pagare i creditori in tempi ragionevoli, mette questi ultimi in condizioni d’inadempienza contributiva. Il risultato? È sotto gli occhi di tutti. DURC negato equivale non solo a non poter riscuotere dalla stessa Pubblica Amministrazione, ma significa anche non poter nemmeno presentare domanda di pagamento. Ossia paralisi generale del sistema economico. Trovare quindi un'altra forma di contrasto al fenomeno della mano d’opera sommersa, sarebbe, specie in un momento di crisi come quello attuale, il minimo che un legislatore attento possa fare.


Ulteriore nota INAIL e INPS del 26 gennaio 2012, n. 573


A partire dal 1° gennaio 2012 la Pubblica Amministrazione non può più richiedere (né accettare) certificati dai propri utenti, eccezion fatta per il DURC. Questo documento non è autocertificabile, almeno per quanto riguarda i lavori edili privati e quelli pubblici con valore superiore ai 20mila euro. Pagina aggiornata al 31 gennaio 2012

mercoledì 18 gennaio 2012

Restauro del Colosseo

Secondo quanto riportato da “il Messaggero” online - Martedì 17 gennaio 2012, ultimo aggiornamento ore 20:29 [Fonte] - la Uil beni culturali avrebbe ritirato l’esposto presentato nei giorni scorsi alla magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti, relativamente al contratto di sponsorizzazione del Colosseo firmato dal ministero dei Beni culturali con il patron della Tod’s Diego Della Valle. Similmente, il Codacons ha notificato al Tribunale Amministrativo Regionale un atto di motivi aggiunti con annessa istanza di convocazione delle parti per un tentativo di conciliazione. Fin qui la cronaca. Ora, senza entrare nella vicenda in termini di analisi sulla reale o meno ipotesi di reato - non è questo il punto - pongo l’attenzione su alcuni aspetti a mio modo di vedere interessanti. Come primo punto, vorrei ricordare o fare osservare come alcuni reati - tipo quelli rubricati tra i delitti contro la Pubblica Amministrazione, disciplinati dal Libro II - Titolo II - Capo I del Codice penale - sono perseguibili d’ufficio, ovverosia l’Autorità Giudiziaria procede al mero ricevimento della notitia criminis. Ne deriva, pertanto, che a nulla valgono eventuali remissioni o quant’altro. Come secondo punto, invece, pongo l’accento sulle parole pronunciate dal sindaco capitolino, secondo cui ringrazierebbe i rappresentanti delle suindicate associazioni per aver ritirato l’esposto. Riconoscendo quindi loro senso di responsabilità e buona volontà quale punto di riferimento importante.


A fronte di tutto ciò, mi sembra pertanto ragionevole fare alcune seguenti riflessioni.


1) Chi ha presentato l’esposto, che tipo di preventive valutazioni ha fatto in termini giuridici? Nel senso, esiste o no una reale e forte ipotesi di reato nell’agire degli attori interessati alla vicenda?


2) Allo stesso modo, che tipo di preventive valutazioni sono state fatte in termini sociologici? Sottolineo sociologici. Perché laddove un privato si fa carico di recuperare un patrimonio pubblico, mondiale oserei aggiungere, di ingente valore non solo economico, una rilevanza in termini di impatto sociale l’avrà pure tale azione e conseguenza della stessa!


3) Detto questo, alla luce di ciò, perché fare un passo indietro? Incoerenza? Pressioni? Scarsa valutazione preventiva del fenomeno con conseguente agire d’impeto? Non lo sappiamo.


4) Infine, esiste in questa vicenda una questione etica?


Ecco, tutto questo mi sembra un ottimo spunto di riflessione.

sabato 7 gennaio 2012

I crimini agroalimentari

Intendo dare risalto ad un fenomeno poco conosciuto dai più, ma che, nella realtà, inconsapevolmente, tutti o quasi tutti i cittadini ne sono in qualche maniera coinvolti. Infatti, è stato presentato da Eurispes e Coldiretti il Primo Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia. Lo stesso si occupa del fenomeno della criminalità organizzata che agisce nel comparto agroalimentare, il quale crea un vero e proprio business parallelo e finisce, come intuibile, per arrivare sulle tavole degli italiani aumentando i prezzi e riducendo la qualità dei prodotti acquistati dai consumatori, danneggiando inoltre anche le imprese legali. Secondo il Rapporto Eurispes-Coldiretti, il volume d'affari complessivo dell'agromafia è quantificabile in 12,5 miliardi di euro (5,6% del totale), di cui: 3,7 miliardi di euro da reinvestimenti in attività lecite (30% del totale) e 8,8 miliardi di euro da attività illecite (70% del totale). Dati che fanno riflettere! Come evidente, le organizzazioni criminali di stampo mafioso tendono a potenziare la loro azione penetrativa nel mondo imprenditoriale e nell’economia legale, dimostrando al tempo stesso, quindi, una particolare capacità di modernizzazione e di visione dello sviluppo tecnologico e delle trasformazioni economico-finanziarie (Eurispes).

mercoledì 4 gennaio 2012

Le folle elettorali

Le folle elettorali, ovverosia la collettività chiamata a eleggere i propri rappresentanti, siano essi in ambito politico, associazionistico o di altra natura, sono, di fatto, delle folle eterogenee, le quali caratteristiche principali che le contraddistinguono da altre sono l’incapacità al ragionamento, l’assenza di spirito critico, l’irritabilità, la credulità e il semplicismo. Questo, in modo più ampio, lo scrisse Gustave Le Bon nell’opera Psicologia delle Folle, pubblicata per la prima volta a Parigi nel lontano 1895. Sembra ragionevolmente impossibile smentire la circostanza secondo la quale oggi, molti anni dopo, nulla è cambiato. Almeno secondo il mio punto di vista.