venerdì 30 settembre 2016

Eventi accademici. Ottobre 2016

Festival della Sociologia. Prima edizione. Il festival fra innovazione e tradizione. Narni (Tr) 6 - 7 ottobre 2016. Download programma.

Convegno Internazionale: “Vilfredo Pareto e il Trattato di sociologia generale cento anni dopo” (1916-2016). Narni (Tr), 5 ottobre 2016. Download programma.

giovedì 29 settembre 2016

Privacy e social

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria a seguito della modifica della privacy-policy effettuata da WhatsApp a fine agosto che prevede la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti WhatsApp, anche per finalità di marketing. Per questo il Garante ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso, chiedendo in particolare di conoscere dettagliatamente: 1) la tipologia di dati che WhatsApp intende mettere a disposizione di Facebook; 2) le modalità per la acquisizione del consenso da parte degli utenti alla comunicazione dei dati; 3) le misure per garantire l'esercizio dei diritti riconosciuti dalla normativa italiana in materia di privacy, considerato che dall'avviso inviato sui singoli dispositivi la revoca del consenso e il diritto di opposizione sembrano poter essere esercitati in un arco di tempo limitato.

Con solo riguardo alle sole utenze di WhatsApp, il Garante ha altresì chiesto di chiarire se i dati riferiti ai medesimi utenti siano anch'essi comunicati alla società, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell'informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing. Fonte: sito Garante privacy.

Tuttavia, solo per tentare di limitare i danni, si suggerisce di andare nelle impostazioni di WhatsApp, selezionare Account e deselezionare la voce “Condividi info account”, scegliendo appunto “Non condividere”. In questo modo si evita che le informazioni vengano utilizzate in Facebook per scopi pubblicitari.

Segue la dichiarazione di Antonello Soro, Garante per la protezione dei dati personali, resa all'Ansa il 27 settembre 2016: «La nuova privacy policy adottata da Facebook e WhatsApp pone serie preoccupazioni dal punto di vista della protezione dei dati personali. Il flusso massiccio di dati non riguarda solo gli utenti di Facebook o WhatsApp, ma si estende anche a chi non è iscritto a nessuno dei due servizi, i cui dati vengono comunicati per il semplice fatto di trovarsi in una rubrica telefonica di un utente di WhatsApp. Occorre ricordare che lo scambio di indirizzari non può avvenire senza il consenso degli interessati. Ad un primo esame, nelle nuove regole adottate da WhatsApp, sembrerebbe non essere previsto un consenso differenziato per le diverse opzioni e che gli utenti siano di fatto costretti ad accettare in blocco le condizioni che prevedono lo scambio dei dati. Le criticità già rilevate in passato vengono in questo modo moltiplicate. Vedremo adesso se Facebook e WhatsApp decideranno, responsabilmente e autonomamente, di sospendere questa iniziativa a garanzia degli utenti».

martedì 27 settembre 2016

Religioni e libertà di culto

Già in altre occasioni ho avuto modo di ribadire come le istituzioni religiose – se considerate solo come agenzie di produzione di significati e non anche come forme associative aventi strutture gerarchiche e di potere come avviene in tutti gli altri sistemi sociali – hanno una funzione di mediazione dell’esperienza esistenziale, la quale funzione, già di per se, dovrebbe trascendere dall'interesse meramente ideologico-dottrinale.

Henri Saint-Simon (1760-1825), Auguste Comte (1798-1857) ed Emile Durkheim (1858-1917) tendono a considerare l’elemento religioso come un elemento universale dell’animo umano, che occorre orientare in senso funzionale alla promozione della solidarietà sociale. Mentre Max Weber (1864-1920), in termini più generali, individua la funzione originaria del pensiero religioso quale risposta agli interrogativi fondamentali della vita umana.

Fu proprio Durkheim a mettere in evidenza che una caratteristica comune a tutte le religioni è la dicotomia tra sacro e profano, e che le varie forme religiose si differenziano tra loro proprio a seconda del modo con cui tale opposizione si articola. Continua a leggere.

Investigatori privati

Investigatori privati al servizio (anche) della “Pubblica Amministrazione”. In molti la definiscono una svolta storica, altri, sempre dal punto di vista del diritto sostanziale, una inversione di tendenza. Comunque sia, pare ragionevole prestare giusta attenzione a quanto stabilito dalla Corte dei Conti, II Sezione giurisdizionale centrale d’appello, con la Sentenza 15 ottobre 2015, depositata in Segreteria il 22 gennaio 2016. Nel caso in esame, la Sezione, dal punto di vista contabile, ha dichiarato legittima la decisione presa dal Presidente di una società a partecipazione pubblica: «per aver conferito ad un’agenzia investigativa privata l’indagine sulle attività retribuite che un dipendente si sospettava svolgesse durante il periodo di congedo parentale». Visto che: «i fatti e le circostanze come esattamente ricostruiti nell'impugnata sentenza conducono ad escludere che la condotta sia stata connotata da colpa grave, dovendo piuttosto ritenersi che l’urgenza nel provvedere abbia indotto il Presidente […] ad utilizzare il mezzo che appariva attendibilmente più idoneo, anche per la prevedibile maggiore rapidità d’intervento, a disvelare il comportamento del dipendente sospettato di svolgere attività retribuita presso terzi nel periodo di congedo parentale concessogli». E che: «In ordine alla connotazione della condotta ha valenza significativa dell’assenza della colpa grave anche la circostanza che l’appellante abbia assunto ogni iniziativa idonea a far gravare sull'impiegato infedele la spesa sostenuta […] per portare alla luce la violazione degli obblighi di servizio». Derivandone da tutto ciò, il riconoscimento degli: «onorari difensivi spettanti all'appellante per entrambi i gradi di giudizio». Download documento.

lunedì 26 settembre 2016

La nuova mafia

Una ragionevole analisi dell’evoluzione del fenomeno mafioso descritta da Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, il quale parla di "massomafia” della Terza Repubblica. Una mafia “a bassa intensità di violenza”, che si occupa soprattutto di “offrire beni e servizi” a cittadini normali e imprese ai quali sono entrambi interessati: dalla cocaina alle prostitute allo smaltimento illecito dei rifiuti. In tale modo ecco che si viene a generare una qualche forma di “accettazione sociale”. Leggi il contributo integrale su Il Fatto Quotidiano.

sabato 24 settembre 2016

Convegno sulla criminalità

Radio Radicale. Cuneo, 12 marzo 2016. Convegno sulla criminalità: “Quale difesa è legittima?”. Evento organizzato dal Ministero per gli Affari Regionali. Sono intervenuti: Enrico Costa (ministro per gli affari regionali e le autonomie), Pietro Senaldi (vicedirettore di Libero), Carlo Nordio (magistrato, procuratore aggiunto del Tribunale di Venezia), Maurizio Paniz (avvocato), Francesca Nanni (procuratore della Repubblica di Cuneo), Roberto Ponzio (avvocato).

Gelli e il caso Moro

Intervista a Licio Gelli (1919-2015) – noto come maestro venerabile della loggia massonica segreta P2, su stessa sua dichiarazione capo della medesima – trasmessa dopo la sua scomparsa durante la trasmissione Bersaglio Mobile, programma di approfondimento politico condotto da Enrico Mentana. Puntata andata in onda venerdì 18 dicembre 2015: «Sulla figura dell'ex-venerabile recentemente scomparso e sul sistema di potere che ruotò intorno a lui negli anni settanta e ottanta in Italia, una lunga intervista inedita di qualche anno fa. Una testimonianza utile a ricostruire le trame che hanno attraversato la prima Repubblica e pesano ancora sulla seconda». VIDEO.

Sul pregiudizio

A proposito di pregiudizio. Ripropongo quanto accaduto lo scorso febbraio quando un giovane di origini egiziane, studente universitario e perfettamente integrato nel nostro Paese, ha pensato di compiere un esperimento, cosiddetto sociale, passeggiando per diverse ore nel centro di Milano, ma indossando un abito tipico della propria cultura e con il Corano in mano. Una riflessione sul livello di pregiudizio manifesto e latente. Il video è stato pubblicato su YouTube dal canale EmptyTv.

Dopo Parigi. Il terrore di Daesh

Radio Radicale. Dopo Parigi: Europa, Mediterraneo e il terrore di Daesh. Conferenza promossa dall'AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) nell'ambito delle attività della Scuola di Politiche. Sono intervenuti: Enrico Letta e Emma Bonino.

Radio Carcere

Radio Radicale. Puntata di “Radio Carcere” (martedì 1 dicembre 2015) in tema di diritto penitenziario, diritti umani, garante dei detenuti e rimedi risarcitori così come sancito dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, Sentenza n. 46966/2015. Con tale sentenza si è stabilito che un detenuto avrebbe avuto diritto ad un congruo risarcimento giacché recluso per cinque anni in condizioni “inumane e degradanti”. Diversamente da quanto invece stabilito dal magistrato di sorveglianza che aveva respinto la richiesta del detenuto sulla base che lo stesso, dopo appunto cinque anni, era stato spostato in una cella più vivibile. Il problema sorge poiché in diversi casi si attua la cosiddetta “attualità del pregiudizio” secondo cui se sono rimosse le cause dei trattamenti disumani, l’accesso ai risarcimenti per il pregresso verrebbe meno.

Privacy e terrorismo

Radio Radicale, 28 novembre 2015. Terrorismo internazionale, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando prevede intercettazioni su chat e playstation come strumento di prevenzione. Radio Radicale intervista il Presidente Autorità Garante per la Privacy, Antonello Soro. AUDIO.

Un giorno in Pretura

Un giorno in Pretura, puntata del 30 maggio 2015, ripropone il punto sugli scontri avvenuti a Genova durante il G8 del luglio 2001 e sulle numerose vicende giudiziarie che sono seguite. Dal processo contro i manifestanti violenti, alle violenze perpetrate nella scuola Diaz, agli abusi nella caserma di Bolzaneto. FILMATO.